Visite passate

2018

Durante il 2018, sono state organizzate due importanti visite ad impianti. La prima, svoltasi nel mese di gennaio, ha consentito ai soci di CISE2007 di visitare i laboratori CERN (Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire) di Ginevra. Fondato nel 1953, il CERN promuove la cooperazione degli Stati europei a scopi esclusivamente pacifici nel settore della fisica nucleare delle alte energie. Dotato di 7 acceleratori, il CERN è il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle.

La visita guidata ha avuto luogo presso il laboratorio dove i ricercatori lavorano all’esperimento denominato ALPHA, finalizzato allo studio delle simmetrie tra materia e antimateria sfruttando le caratteristiche spettrali dell’idrogeno. In questo laboratorio, nel dicembre 2016, è stata ottenuta la prima riga spettrale di un atomo di anti-idrogeno.

Sempre nella stessa giornata è stato possibile vedere il centro di calcolo, fra i più potenti al mondo, che opera in stretta connessione con altri siti dislocati presso università e centri di ricerca. Da ricordare la nascita, sempre al CERN nel 1989, del World Wide Web, il primo browser antenato dell’attuale rete internet.

La trasferta al Ginevra è proseguita presso l’Ufficio delle Nazioni Unite che affianca quello di New York, quale seconda sede principale dell’ONU. Il complesso di edifici chiamato Palazzo delle Nazioni ospita tra l’altro il Consiglio dei Diritti dell’Uomo dell’ONU, nonché l’Alto Commissariato dell’ONU per i Diritti Umani.

                                         I Soci di CISE2007 in visita alla sede ONU di Ginevra

La seconda visita tecnica, organizzata ad aprile, ha consentito di vistare il sito della centrale nucleare ucraina di Chernobyl. Il distastro di Chenobyl, avvenuto il 26 aprile 1986 alle ore 1.23 circa, presso l’unità 4 dell’impianto, è stato il più grave incidente mai verificatosi in una centrale nucleare. Le cause furono identificate in gravi mancanze da parte del personale, sia tecnico sia dirigente, in problemi relativi alla progettazione dell’impianto e nella sua errata gestione. Dopo un primo intervento di messa in sicurezza con la realizzazione, fra il 1986 e il 1987, di un primo sarcofaco in calcestruzzo, l’impianto è, dal dicembre del 2016, sigillato con un nuovo e più ampio contenitore in acciaio lungo 150 m e alto 105 m. 

                                          Alcuni Soci di CISE2007 presso la centrale di Chernobyl

La visita dei soci è quindi proseguita presso la vicina città di Prypiat, evacuata qualche giorno dopo l’incidente, e al sito militare di Duga impiegato dall’URSS, durante la guerra fredda, per l’avvistamento dei missili balistici americani. La visita a questi luoghi ha consentito ad alcuni soci, grazie alla strumentazione in loro dotazione, di effettuare alcune misurazioni di dose.

2017

Nel corso del 2017 sono state organizzate due visite tecniche. Di grande interesse è stata la visita al centro ricerche di Frascati organizzata con la collaborazione di  ENEA. In questa occasione è stato possibile visitare alcuni impianti sperimentali che effettuano ricerche nel campo della fusione nucleare. In particolare, i Soci hanno visitato sia il Tokamak FTU (Frascati Tokamak Upgrade), impiegato dall’ENEA per il controllo e l’acquisizione dei dati ingegneristici e fisici dell’esperimento di fusione nucleare, sia l’impianto laser ABC, per lo studio del confinamento inerziale.

Più a portata di mano è stata la serata al Laboratorio Energia Nucleare Applicata (LENA) dell’Università di Pavia, dove è tuttora in funzione un piccolo reattore nucleare per applicazioni mediche e di ricerca.

2016

Nel 2016 sono proseguite le consuete visite tecniche. Oltre a brevi spostamenti, come quello al Parco-Museo del Volo di Volandia-Malpensa, o al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, alcuni Soci si sono recati in trasferta a Parigi per la visita di una giornata alla World Nuclear Exhibition di Parigi – Le Bourget, che rappresenta un punto di riferimento mondiale per l’uso pacifico dell’energia dall’atomo.
Molto apprezzate sono state anche le visite agli impianti idroelettrici in alta Valtellina, organizzate  con la collaborazione di A2A, dove è stato possibile vedere la storica centrale di Faele ed il bacino idrico artificiale di Cancano, sopra Bormio.
I Soci in visita alla centrale A2A di Grosio

2014 – 2015

Durante il 2014 i soci di CISE2007 hanno avuto la possibilità di visitare la centrale elettronucleare E. Fermi, situata presso Trino Vercellese (Vercelli). L’impianto, dotato di un reattore di tipo PWR (Pressurized Water Reactor) capace di erogare 270 MWe, è entrato in funzione il 1° gennaio 1965. La centrale è stata fermata nel 1987, all’indomani del referendum sul nucleare, dopo aver prodotto 24.32 TWh e tuttora è in fase di decommissioning.

La visita tecnica organizzata in collaborazione con SOGIN, nei mesi di aprile e maggio, ha consentito di visionare la sala controllo reattore, la piscina per lo stoccaggio del combustibile e alcuni edifici ausilari dell’impianto.

 Alcuni soci in visita alla centrale nucleare E. Fermi

Nel corso del 2015, CISE2007 ha organizzato due visite ad impianti energetici. Quella svoltasi in maggio alla diga del Vajont non è stata ovviamente a carattere puramente tecnico ma anche una sorta di pellegrinaggio ai resti del disastro del 1963. La visita, che ha compreso l’ingresso al coronamento della diga, si è avvalsa di un’eccellente guida messa a disposizione dal Parco Dolomiti Friulane.

La diga del Vajont come si presenta attualmente

In ottobre, un gruppo di quindici soci è stato poi ospitato dalla compagnia elettrica svizzera Axpo per una visita alla centrale elettronucleare di Beznau, situata su un’isola artificiale del fiume Aare, nel cantone di Argovia. L’impianto è tra i più vicini al territorio italiano ed è dotato di due reattori ad acqua pressurizzata da 380 MWe lordi ciascuno di concezione Westinghouse, entrati in esercizio rispet-tivamente nel 1969 e nel 1971. Si tratta della centrale nucleare più “anziana” tra quelle attualmente in funzione sulle reti elettriche mondiali. Nella visita tecnica a questa ormai storica centrale è stato possibile avere una visione della sala manovra e dei lavori di manutenzione speciale dei gruppi delle turbine.

E’ stata quindi colta l’opportunità, abbastanza rara, di accesso ai dettagli interni del macchinario, come rotore e palettatura dei diversi stadi, e di visione diretta degli effetti particolarmente usuranti del vapore umido che attraversa tali turbine. Anche se dopo l’incidente di Fukushima del 2011 il parlamento svizzero ha deciso un abbandono graduale di questa fonte energetica, per le centrali non è stato posto alcun limite di vita, tanto che le compagnie elettriche elvetiche potranno chiedere un prolungamento dell’esercizio, rinnovabile di dieci anni in dieci anni, presentando un piano di gestione a lunga scadenza con soluzioni migliorative per ciò che concerne la sicurezza. I due reattori di Beznau, data la loro età, dovrebbero essere comunque spenti tra il 2029 e il 2031.

       Il gruppo di soci in visita alla centrale nucleare di Beznau